Non avendo documenti sulla data di costruzione della parte più anticha si procederà con l'analisi architettonica e col confronto stilistico.
> SITUAZIONE PRIMA DEL 1600

                                                   

           Forse vi era una piccola chiesa del 1500 o, molto più probabilmente, romanico (110-1200).

 

 - IPOTETICA RICOSTRUZIONE DELLA CHIESETTA         ERETTA NEL 1600             

                                       

  1. Arco di trionfo "gemmato"

  2. Presbiterio

 

AMBIENTE CIRCOSTANTE: in questo periodo il paese di Chiesi era ancora racchiuso nell'attuale centro storico ad eccezione della nuova Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria da poco edificata a margine e dalle residenze dei nobili che erano stati da poco erette nella zona denominata "rione de sos Cavaglieris" corrispondente all'attuale Via Vittorio Emanuele. Uno stretto viottolo di campagna portava dal paese verso Seunis dove la chiesetta era sistemata su di una piccola collinetta con i lati più tosto scoscesi tranne la parte di collegamento con l'altopiano. Se vi era un piazzale intorno alla chiesa questo era senz'altro molto più piccolo dell'attuale ed era delimitato da un semplice muretto a secco.
LA CHIESA: doveva essere più corta dell'attuale e senza cappelle. L'Arco Gemmato, quello in linea col pulpito, riconoscibile perché l'unico provvisto di piccole piramidi (gemme) era, con molta probabilità, l'arco di trionfo della chiesa ovvero il punto di separazione fra il Presbiterio, dove si trova l'altare maggiore, e la navata, dove si dispongono i fedeli.ELEMENTI DI RIFERIMENTO: Gli elementi che consentono di datare questa prima chiesetta all'1600 sono:
- L'arco di Gemmato simile a quello della prima cappella a sinistra della Chiesa di Santa Vittoria;
-La facciata con timpano curvo che denota le prime tendenze di tipo barocco;
-La campana  sulla facciata che è datata 1673.
PREESISTENZE: La misurazione della chiesa (rilievo planimetrico) ha permesso di scoprire che lo spessore murario della parte anteriore è di cm. 100 mentre la restante parte misura circa cm. 60. Ciò fa supporre che vi fosse una costruzione precedente a quella del 1600 (una preesistenza) databile al 1500 o, ipotesi più probabile al periodo Romanico (1000-1200). Se questa ipotesi fosse vera, nel 1600 fu rifatta col timpano ricurvo e si allungò la chiesa aggiungendo l'arco gemmato e il presbiterio.
FINE DEL 1600: In tempi diversi si aggiunsero due cappelle, una a destra e una a sinistra della campata che precede il presbiterio. in mancanza di dati certi si riporta un'informazione pervenuta tra le ricerche degli allievi della scuola media:"Nel 1652 a Thiesi ci fu un'epidemia di peste nera e gli abitanti si rivolsero alla Madonna di Seunis promettendo di restaurare il Santuario se fosse intervenuta a debellare la mortale epidemia. Avendo ottenuto la grazia i thiesini prevedettero a mandare avanti i lavori promessi e pare che proprio in quell'occasione fu aggiunta la cappella di San Giuseppe".
PROBABILE ASPETTO DELLA CHIESA NEL 1700   

     

1.Arco di trionfo Gemmato - 2.Presbiterio - 3.Cappelle Costruite alla fine nel 1600 - 4.Sagristia Costruita nel 1700 - 5.Tribuna e scala esterna (verso 1700)

 

AMBIENTE CIRCOSTANTE: Il paese si è sviluppato in forma lineare verso Seunis e S.Sebastiano con la nascita di via Marconi, via Roma, e via Mazzini.Anche la zona intorno alla chiesa di S.Antonio presenta uno sviluppo lineare con via Carlo Alberto e via Lamarmora. Si può ipotizzare che intorno a questa chiesetta sia sorto un nucleo indipendente dal centro storico di Thiesi per ospitare le persone che avevano abbandonato paesi vicini ora scomparsi.
Per recarsi al Santuario si utilizza sempre il solito viottolo e niente sembrerebbe cambiato intorno alla chiesa.
LA CHIESA: In questo secolo si aggiunge sul lato destro, adiacente al presbiterio, la sagrestia che si collega con la cappella. Forse in questo secolo viene costruita anche la Tribuna (probabilmente in legno) e l'esterna scala d'accesso.

ELEMENTI DI RIFERIMENTO: La volta a padiglione della sagrestia è similare a quelle presenti nelle sagrestie di S.Filippo, S.Croce, S.Sebastiano e S.Vittoria, tutte del 1700.

SITUAZIONE NEL 1800

AMBIENTE CIRCOSTANTE E CHIESA: Il paese si avvicina sempre più al santuario ma il viottolo di collegamento non ha subito modifiche.
Un Inventario dell'Archivio Parrocchiale datato 1883 consente di ricostruire la situazione della Chiesa e della piazza. Si riporta qui di seguito il testo integrale com'è stato cortesemente fornito dall'sin. Andrea Ruda. Si precisa che alcune parti dell'inventario sono state aggiunte successivamente.
"Inventario della Chiesa di Seunis datato 1883":
-Statua in terra col suo vestito ordinario e altro ricco ricamato in oro per la sua festa della Madonna della Natività di cui non si ha la memoria né del tempo né del come sia dedicata a Lei la Chiesa di Seunis;
-statua di S.Anna in alabastro con al sua nicchia fatta nel 1872;
-Pietra Sacra, 18 candelieri, carte da gloria, lampada di Tola, due banchi laterali con seggio in noce, il tutto restaurato in questi ultimi anni;
-Balaustra in ferro fatta assieme a quella della tribuna nel 1869;
-Lampadario in cristallo regalato dall'esattore sin. Versini di Alghero;
-Pila d'acqua benedetta in marmo fatta nel 1881;
-Banchi nuovi a tutto il corpo della chiesa fatti nel 1881;
-Pulpito in legno in buono stato;
-Tribuna con l'ingresso all'esterno della chiesa;
-Cappella patronata di S.Giuseppe con statua in legno, 12 candelieri, crocifisso, Pietra Sacra eretta dal teologo reverendo Giuseppe Canu, obbligando gli eredi alla conservazione della medesima e alla celebrazione della messa;
-Cappella di S.Quirico con la statua dello stesso santo e di S.Giulitta, patronata con Pietra Sacra, crocefisso e un seggiolone che conserva il diritto di patronato e gli obblighi annessi con obbligo annuale della festa.
-Campanile con relativa campana e campanello per le messe private.
-Siglienti Gavino: estensione di terreno regalato dal medesimo.
-Una croce grande nel piazzale eretta nel 1876.
-1898: Croce i ferro alla colonna della chiesa di Seunis.
-1898: Gradinate in marmo all'altare della chiesa di Seunis.
-1902: Venne fatta la bussola aderente alla cappella di S. Giovanni ed accrescimento del coro nella chiesa:
-1903: Venne atterrato il muro dove era la nicchia con la Vergine, al fine di unire il coro al resto della chiesa, ed in pari tempo si collocò un tronetto di castagno per collocarvi dentro un'urna alla Madonna.
-1851: Venne fatto il pavimento nuovo in pietre lavagne e quadrelli di marmo.

Dall'inventario si deduce che:
-Esistevano, come già detto le cappelle di S.Giuseppe e S.Quirico.
-Nel 1851 viene rifatto il pavimento con lastre di lavagna ottagonali e con inserti quadri di marmo bianco.
-Che in data non precisata si allarga la piazza con la donazione del sin. Siglietti Gavino.
-Nel 1876 si fa la colonna in pietra che in dialetto vuol dire "Sa rughe'e pedra".
-Nel 1898 si fa una croce in ferro da sistemare sulla colonna di pietra. Nello stesso anno si riveste di marmo l'altare.
-Si fa rilevare che alla data dell'inventario esiste la scala esterna alla tribuna.
-Nel 1869 è stata fatta la balaustra in ferro e la ringhiera della tribuna.
-Nel 1881 è stata sistemata la pila dell'acqua benedetta

SITUAZIONE NEL 1900

       

 

 

1.Nel 1902 viene allungato il coro

 2.Nel 1903 viene abbattuto il muro di comunicazione ma l'altare resta al suo posto

 3.La cappella è intestata a Santa  Giuditta

 4.La cappella è intestata a San Giuseppe 

 

 

           

                

 

Dal citato inventario abbiano già rilevato l'allungamento della chiesa tra il 1902 e il 1903. Gli anziani ricordano la chiesa molto stretta e lunga con l'altare sistemato al centro. Vi erano solo due cappelle e la vecchia sagrestia (dove adesso c'è la cappella si S.Martino). In pochi ricordano la presenza della tribuna e della scala esterna.

1.L'altare viene spostato nella posizione attuale 2.Costruzione di due vani destinati ad allugio del custode "su piligrinu" 3.Nuova sagrestia

 

                  

              Aspetto della chiesa intorno al 1902 

 
1920-25: Si costruisce la casa del custode "sa domo e su piligrinu" aggiungendo due ambienti sul alto destro in continuazione con la vecchia sagrestia. L'opera fu eseguita dal Maestro Leonardo Vargiu più comunemente detto "Nenaldu Alzu". Contemporaneamente o poco più tardi fu edificata l'attuale sagrestia.

1930: Rifacimento del pavimento in piastrelle di cemento colorato: il materiale parte della messa in opera fu donato dal sin. Leonardo Vargiu che aveva attivato da appena un anno una fabbrica di piastrelle.

 

 

 

L'ASPETTO ATTUALE DELLA CHIESA OTTENUTO CON I LAVORI DEL 1936-37

-1936: Con la collaborazione di tutta la cittadinanza che aveva seguito volentieri l'iniziativa promosso dal sindaco Don Enrico Garau, si aggiunsero le cappelle mancanti per ottenere un edificio completo e si rifinì la parte esterna con l'aggiunta delle arcate a rilievo che ancora caratterizzano la chiesa. Le finestre furono sistemate in modo da avere bifore in facciata e nel retro e nei due lati monofore. All'incirca in questo periodo l'apertura di due oculi nella parte alta del presbiterio, il rivestimento dei sedili della piazza e la costruzione di alcuni sedili in pietra nello slargo del punto di convergenza tra via Garau e il Viale di Seunis. Il viottolo viene allargato e vengono piantati alberi che daranno la fisionomia che il viale conserva tutt'ora a parte i Marciapiedi e l'asfalto.
-1951: Su iniziativa del sin. Giovanni Francesco Barroccu e con l'autorizzazione dal parroco Don Celestino Branca, viene fatta una pista da ballo sul lato posteriore corrispondente al presbiteri. L'allora proprietario del Lido di Alghero, sin. Giulio Novelli prestò gratuitamente ombrelloni e tavolini, le sedie si recuperarono da case private. La passione del sin. Barroccu per la musica aveva trascinato un gruppo di giovani nella piacevole esperienza di organizzare un complessino. Fù così che per un pò di tempo anche a Thiesi si assaporò il gusto del bel vivere e ci si sentì tutti un pò più moderni "à la page".
Gli altri interventi nella piazza sono così recenti che tutti anche i più piccoli possono ricordarli.